MENO SFALCI…PIÙ BIODIVERSITÀ!
I PRATI INCOLTI NON SONO SEGNO DI ABBANDONO. SONO SPAZI VIVI.
Lo sfalcio ridotto e la “gestione differenziata” degli spazi verdi permettere alle piante erbacee spontanee di crescere liberamente consentendo loro di fiorire, fruttificare e spargere i loro semi garantendo il mantenimento di una comunità vegetale variegata.
Un prato naturale trattiene l’acqua piovana, protegge la terra dall’erosione e mantiene il suolo sano. È una difesa naturale contro la siccità e il dissesto.

Prato fiorito in Valcamonica
SONO HABITAT IDEALI PER MOLTE SPECIE CHE NON TROVANO SPAZIO NEI GIARDINI CURATI O IN CITTÀ
L’impoverimento delle specie botaniche riduce la resilienza dell’ecosistema e fornisce opportunità di colonizzazione da parte di specie invasive con conseguente riduzione delle risorse floreali utilizzate come nutrimento dagli impollinatori.
Ma non solo. Molti Apoidei selvatici, un migliaio di specie solo in Italia, nidificano nel terreno e i continui sfalci non permettono loro di costruire nidi in modo sicuro. Poi ci sono le farfalle, le quali depongono le uova proprio su alcune piante tipiche presenti solo all’interno di prati con erba alta.
Tutti gli impollinatori svolgono servizi ecosistemici fondamentali. Gli effetti della crisi climatica, il consumo di suolo e la frammentazione degli habitat, l’inquinamento e l’uso massiccio di pesticidi stanno minacciando la sopravvivenza di api, farfalle, bombi e altri insetti impollinatori. Ma senza di loro, perdiamo molto più del miele. Ce lo ricordiamo che dipende da questi piccolissimi e instancabili insetti quasi tutta la frutta e verdura di cui ci nutriamo, vero?
Gli impollinatori bottinano il 90% delle piante che ci nutrono e la loro scomparsa metterebbe in crisi l’equilibrio delicatissimo degli ecosistemi. È un’emergenza ecologica che non possiamo ignorare.

Bombo su Lamium

Farfalla su Knautia

Prato fiorito di papavero comune - Papaver rhoeas
SE LI LASCIAMOLI CRESCERE TUTTI CI GUADAGNANO
Più verde urbano significa anche maggiore vivibilità per i suoi abitanti. L’aumento degli spazi verdi contribuisce a ridurre gli effetti delle isole di calore riducendo la temperatura, migliora la qualità dell’aria operando un effetto filtrante sugli inquinanti presenti, come il particolato atmosferico.
Dal 2019 in Inghilterra esiste un movimento chiamato “No mow May” che esorta la cittadinanza a non sfalciare i prati a maggio, per la tutela della biodiversità e apportare in questo modo enormi vantaggi per la natura, le comunità e il clima.
Vogliamo provarci anche noi? Sono molte le amministrazioni che in questi anni si sono mostrate sensibili al tema ma dobbiamo continuare e fare molto di più. E se viviamo in un appartamento? Una risposta è piantare! Su balconi, terrazzi o davanzali seminiamo piante di campo autoctone con tempi di fioritura diversi. Cresceranno rigogliose, forniranno cibo agli impollinatori per tutto l’arco della stagione e con la loro bellezza ci regaleranno tanta soddisfazione.